HUMAN TECHNOPOLE

Tecnica e Tempo. Due parole legate poiché presuppongono l’esistenza d’una terza che crea la prima, per farne suo esclusivo strumento d’utilizzo e si immerge nelle dimensioni della seconda, in quanto sua matrice principe d’esistenza. Tecnica, tempo e uomo.
Tecnica, tempo e uomo rappresentano la miglior sintesi del progetto per il nuovo complesso di ricerca Campus Human Technopole, proposto da Park Associati. Human Technopole si inserisce al centro di Milano Innovation District (MIND), nell’area Expo 2015, e affiancherà alcuni edifici preesistenti, come Palazzo Italia.

INFO

Concorso per il nuovo Campus Human Technopole Headquarters

Indirizzo
Ex Area Expo – Rho (Milano)

Cliente
Arexpo

Tipologia
Nuova Costruzione

Concorso: Dicembre 2019
Progetto Terzo Classificato

 Area
35.000 mq

Prestazioni
Concept e studio di fattibilità tecnico-economica

Design Team
Filippo Pagliani, Michele Rossi
Alessandro Rossi (Project Leader)
Matteo Arietti, Alessandro Bentivegna, Ciro Capasso, Antonio Cinquegrana, Corrado Collura, Ludovica Lamoure, Andrea Manfredini, Ismail Seleith, Enrico Sterle, Marinella Ferrari (grafica), Antonio Cavallo (rendering), Stefano Venegoni (rendering)

RTI
Progettista architettonico e incaricata dell’integrazione tra le varie prestazioni specialistiche
Park Associati S.r.l. – Mandataria

Progettista delle strutture
S.C.E. PROJECT SRL. – Mandante

Progettista delle strutture
Studio Lazzari Associati S.r.l.- Mandante

Esperto in cost and value engineering (estimativo computazionale)
Studio Lazzari Associati S.r.l.- Mandante

Esperto in programmazione delle attività e controllo tempi
Studio Lazzari Associati S.r.l.- Mandante

Progettista degli impianti elettrici e speciali e Progettista degli impianti meccanici
ARIATTA Ingegneria dei Sistemi SpA – Mandante

Viabilità
Mobilityinchain S.r.l.- Mandante

Progettista del Verde
PROJET BASE SARL – Mandante

Consulenti esterni

Geologo
Massimo Bobbio

Esperto in sostenibilità ambientale e efficienza energetica
Goldmann & Partners S.r.l.

Esperto in laboratori di ricerca scientifica
BTC S.r.l.

Tecnico antincendio 818 DM 20/12/2012
S.T.Z. Studio Tecnico Zaccarelli

Soggetto in possesso dei requisiti di cui all’art. 98 del D.Lgs n. 81/2008 e s.m.i., e per il coordinamento della sicurezza
Studio Premarini

Lo sforzo progettuale si è concentrato nella ricerca di un sistema capace di sintetizzare la complessità della duplice natura di un’infrastruttura che da un lato deve stimolare dialogo e generare integrazione tra diverse discipline e dall’altro vuole incarnare i concetti di resilienza, flessibilità e adattabilità. Il progetto si pone quindi l’obiettivo di garantire il massimo comfort e qualità spaziale, ma anche di riorganizzarsi nel tempo in tutti i suoi attributi. Un progetto basato sulla flessibilità estrema e strutturato su una complessa macchina scenica impiantistica, che può sostenere visioni future dell’ufficio e del laboratorio. L’adattabilità del progetto si genera da una struttura a modulo di dimensione costante che interessa involucro e divisioni interne.

La struttura, in questo progetto, è senza dubbio uno degli aspetti principe. Quanto la spina impiantistica centrale, anche la struttura stessa è potenzialmente in grado di esprimere adattabilità e flessibilità nel tempo. Da qui la volontà di avere il minor numero di vincoli geometrici interni, utilizzando però tecnologie dolci, tese a rendere sostenibile il processo edilizio standardizzandolo, e rendendolo semplicemente rapido nella propria genesi iniziale.

La scelta è ricaduta quindi sull’utilizzo di un sistema strutturale misto, ma con il legno protagonista indiscusso.  Il legno è l’unico materiale da costruzione che riesce a far fronte al problema delle emissioni di CO2, provocato dall’utilizzo massiccio di calcestruzzo e acciaio nell’edilizia.

Questa possente macchina adattabile, si rivela attraverso una spina dorsale tecnica, Tecno Spine, che percorre tutto l’edificio verticalmente per incontrare e agganciare uno spazio dedicato all’uomo, la Life Line.

La Tecno Spine si comporta come una strabiliante macchina teatrale, capace di informare tutti gli ambienti e rispondere a tutti gli scenari che la ricerca ad altissimo livello, svolta nell’edificio, richiede.

Divisa in zone per la distribuzione impiantistica e in zone di manutenzione e accesso, la spina garantisce la massima flessibilità di utilizzo degli spazi dal punto di vista funzionale e spaziale come i diversi collocamenti e spostamenti di laboratori e uffici. Gli impianti possono essere manutenuti, sostituiti, adattati garantendo la continuità operativa degli spazi occupati.

La Life Line è uno straordinario spazio fluido, caratterizzato da illuminazione naturale, permessa dalla maestosa altezza di quasi cinque metri e dalla doppia pelle vetrata dell’involucro esterno. È concepita come un grande open space in cui vengono posizionate, a ridosso della Tecno Spine, delle capsule modulari contenenti gli uffici. Grazie proprio alla modularità con cui è concepito l’intero progetto, gli spazi possono essere ripensati e ridimensionati a seconda delle esigenze. La Life Line ospita anche postazioni per lo smart working, spazi comuni di relax, aree per riunioni estemporanee e workshop.

La Life Line si pone quindi come elemento cardine del progetto in qualità di fulcro della distribuzione, centro della vita e arena di tutte le interazioni tra diversi attori di Human Technopole. È un nuovo archetipo per gli spazi di lavoro e di vita quotidiana.

Anche i laboratori sono caratterizzati dalla flessibilità. Garantendo il perfetto equilibrio spaziale tra gli equipaggiamenti tecnici e il movimento delle persone al loro interno, possono essere ridimensionati a seconda del tipo di ricerca e di esperimento che si intende avviare. Uno dei laboratori in particolare, è stato studiato per ospitare il più potente microscopio mondiale in dotazione a un centro di ricerca. I pannelli che costituiscono l’involucro delle zone riservate ai laboratori, in lamiera microforata pressopiegata di alluminio satinato, garantiscono il massimo comfort luminoso in ogni ambiente. Le distanze tra i fori aumentano o diminuscono in modo lineare a seconda dell’orientamento solare, formando un microdisegno geometrico sulla facciata.

I pannelli che costituiscono l’involucro delle zone riservate ai laboratori, in lamiera microforata pressopiegata di alluminio satinato, garantiscono il massimo comfort luminoso in ogni ambiente. Le distanze tra i fori aumentano o diminuscono in modo lineare a seconda dell’orientamento solare, formando un microdisegno geometrico sulla facciata.
I tre elementi che compongono il complesso salgono uniformemente dal piano terra al sesto piano, allineandosi agli edifici preesistenti. Dal sesto piano, chiamato Empty Floor per la presenza al suo interno esclusivamente degli impianti di gestazione vegetale e coltivazione idroponica, sale la torre fino al dodicesimo piano.

A piano terra, la corte che si estende tra gli edifici ospita i flussi delle persone e il loro relax. Oltre al verde, l’acqua è la grande protagonista di questo luogo. I due elementi regalano un’atmosfera di sottile armonia e positività allo spazio che introduce al complesso. Altri spazi pubblici all’aperto occupano il secondo e l’ultimo piano, dove in particolare  è possibile godere di un panorama inedito dallo sky-bar. A livello energetico, il progetto ha previsto le certificazioni LEED Platinum e WELL Platinum.

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