TELECABINA PILA-COUIS

Il progetto si pone come un innesto architettonico di forte carattere ma al tempo stesso rispettoso del paesaggio e delle componenti architettoniche tradizionali già presenti, valorizzando la profonda stratificazione degli elementi naturalistici, geologici e umani del territorio alpino.
La realizzazione di una nuova telecabina per connettere Pila e il suo comprensorio sciistico alla piattaforma del monte Couis a 2.662 metri, invita a riflessioni stimolanti sul rapporto tra progetto architettonico e natura, tra l’uomo e l’habitat in cui vive.

INFO

Indirizzo
Pila (AO)

Cliente
Pila

Tipologia
Infrastruttura Sportiva – Hospitality

Concorso: 2020

Area
Valle 896 mq
Monte 400 mq

Prestazioni
Concept
Progettazione Architettonica

Design team
Filippo Pagliani, Michele Rossi
Alessandro Rossi (Project Leader)
Davide Cazzaniga, Sofia Dalmasso, Marinella Ferrari, Irene Ricciardi, Enrico Sterle
Antonio Cavallo (render), Stefano Venegoni (render)

Consulenti RTP
Responsabile Integrazioni Progettazioni Specialistiche

Dimensione Ingenierie, Courmayeur (AO)

Vice Responsabile
Studio Cometto, Novara

Progettazione funiviaria
Dimensione Ingenierie, Courmayeur (AO)
Funiplan, Trento

Progettazione Architettonica Tecnica
Studio Cometto, Novara
COPACO, Aosta

Diagnosi e progettazione energetica
Studio Energie, Aosta

Progettazione antincendio
INART, Courmayeur (AO)

Progettazione acustica
Studio Energie, Aosta

Progettazione strutturale e geotecnica
Studio Cometto, Novara

Progettazione impiantistica elettrica civile
Studio Energie, Aosta

Progettazione impiantistica elettrica ed elettrotecnica funiviaria
Dimensione Ingenierie, Courmayeur (AO)

Progettazione impiantistica idro-termo-sanitaria
Studio Energie, Aosta

Studio di impatto ambientale (via, vas, aia)
Studio Cometto, Novara

Rilievi topografici e restituzione
Dimensione Ingenierie, Courmayeur (AO)

Coordinamento sicurezza in fase di progetto
INART, Courmayeur (AO)

La proposta di Park Associati per il concorso parte dall’ascolto e dalla lettura del paesaggio alpino e abbraccia l’immaginario che la Montagna genera in noi, sintetizzandolo in forme geometriche pure. Le linee del progetto che seguono l’andamento orografico del contesto, caratterizzato da elementi di demarcazione che dividono lo spazio in entità separate: sopra e sotto, ascesa e discesa, leggero e pesante, luce e ombra.
L’intervento a valle, nel paese di Pila, sfrutta e segue l’andamento di un muro di contenimento dei terrazzamenti costruiti per creare spazi pianeggianti sulla costa della montagna.  Lo scheletro della struttura in legno emerge nello spazio piegandosi verso il piazzale per enfatizzare e coprire il sistema di risalita assumendo un ruolo iconografico e un’immagine di completo rinnovamento dell’area. Il cuore pulsante del progetto di valle è la grande piazza di smistamento alla quota superiore del muro, luogo di interazione e cerniera tra i flussi in partenza e i flussi in arrivo dalle piste e dalla stazione esistente.

La nuova stazione di Valle si pone in continuità con l’arrivo della funivia che congiunge Cogne a Pila, creando un parallelepipedo con un basamento materico dove troviamo al piano che scorre lungo il terrapieno le biglietterie e tutte le funzioni localizzate. Una grande scala pubblica coperta è l’elemento dinamico che enfatizza il sistema di risalita. La copertura della stazione gioca con la reinterpretazione della tipologia di tetto a due falde e richiamala tradizione costruttiva alpina.

A monte è il crinale, la linea di demarcazione che spezza la cima della montagna in due versanti contrapposti, a far da perno. A valle invece sono i segni dell’antropizzazione del paesaggio la chiave di lettura. L’astrazione e reinterpretazione del contesto sono affiancate da una profonda ricerca identitaria della tradizione alpina e dalla volontà di “sobria iconicità“ dell’architettura, che non si imponga, ma arricchisca la natura e ne permetta una migliore fruizione.

Il volume della stazione è calato esattamente sulla crina tra i due versanti nord-sud e tagliato come una lama in due elementi spezzati. Le punte si alzano in modo contrapposto verso est ed ovest, richiamando il frastagliamento delle vette circostanti.

La forma triangolare della stazione permette da un lato di ospitare in un unico volume la stazione di arrivo e un ristorante, dall’altro una visione panoramica spettacolare a 360°, che spazia dal Cervino al Monte Bianco. Lo sbarco dalla stazione si apre su una grande sala panoramica, coperta e riparata dal vento. Da questo spazio di decompressione, diaframma tra interno ed esterno, vengono smistati i flussi.

Concepito come un grande spazio flessibile, il ristorante funziona come uno strumento ottico per la messa a fuoco del paesaggio alpino circostante. Tutti gli spazi di servizio del ristorante sono organizzati in un core centrale, con la cucina a vista sulla sala, in modo da liberare le facciate da qualsiasi ostacolo e avere una percezione del paesaggio continua su tutto il perimetro. Il bar nei pressi dell’ingresso garantisce la massima flessibilità nella configurazione dello spazio interno per adattarsi ai vari utilizzi.
I materiali previsti per il progetto sono scelti partendo dalle radici della tradizione alpina applicata all’innovazione tecnologica. Una struttura reticolare in legno garantisce velocità costruttiva, resistenza sismica, leggerezza e una percezione calda e suggestiva dello spazio. L’involucro, elemento estetico e performativo, gioca con la trasparenza e la riflessione di vetro e zinco, integrate all’utilizzo del fotovoltaico per la produzione di energia.
A sud, una loggia scavata nel volume protegge la facciata dall’irraggiamento solare e permette un affaccio segreto. È uno spazio percorribile a piedi partendo dalla punta più bassa di uno dei triangoli, una terrazza, una cerniera tra l’ambiente interno e la porzione pianeggiante di crina antistante, utilizzabile come dehor durante le belle giornate invernali e la stagione estiva.

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